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Ancora tristi lutti...
nel cuore di ognuno di noi ogni volta che il tam tam dei
volatori risuona a lutto, dentro si spezza qualche cosa, ogni volta siamo
qui a chiederci il perchè, e ci chiediamo se su quella lista ci sono già i
nostri nomi.
Personalmente mi chiedo, ogni volta, se ne vale la pena....
Poi mi reco in un campetto e guardo in faccia tutti quelli che amano questa
attività e mi rendo conto che sono tanti, come tanti sono i movimenti, gli
atterraggi e i decolli.
Ma il pensiero va a chi è morto o quasi morto, che ha
lasciato mogli figli e amici straziati dal dolore anche loro con la domanda:
"ma ne valeva la pena?"
Poi cerco di razionalizzare e allora mi arrabbio, perchè
dalle chiacchiere di aeroporto si evincono le dinamiche e si capisce che
non si deve morire cosi', che non è possibile morire sul proprio campo
10 minuti dopo il decollo per scarsa visibilità, che non "ci si puo'
tirare" in un matrimonio al posto dei petali di fiori..... Senza
sentirsi esonerati dalle proprie c...te volontarie o dovute
all'incapacità e all'inesperienza ( chi è senza peccato scagli la prima
pietra ) bisogna pero' dire che il numero degli incidenti gravi ( che
sono quelli di cui si ha certa evidenza ) fa veramente impressione.
In un mondo in cui vige la mentalità aeronautica con
il fermo obiettivo di arrivare a incidenti 0, credo che questo trend
sia inaccettabile per la ns. stessa comunità.
Personalmente ad ogni lezione, ad ogni convegno o
corso, rimango incredulo davanti a tutte le variabili tecniche e
umanistiche che possono contribuire al disastro. Quante ne abbiamo
sotto controllo? Vapor Lock, detonazione, centraline, rivetti,
vento, nebbia, controllo del traffico, invasioni degli spazi
aerei........
Credo dovremmo tornare a metterci in discussione,
a far si che i responsabili dei campi di volo vigilino e che nei
campi ci sia un programma addestrativo continuativo da noi
voluto e preteso, che le regole scritte e non scritte siano
attese, perchè ne va del buon nome di tutta la nostra categoria.
Dopo sarà troppo facile lamentarsi, quando il nostro sport verrà
stretto da regole coercitive che abbiamo sempre combattuto. Ora
è il momento di combattere per diventare noi tutti piloti
migliori.....
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Marco Morganti 15-10-2012
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Il problema delle comunicazioni radio è ancora da approfondire a
livello organizzativo e legale; se una differenza c'è tra chi è in possesso del titolo di abilitazione in fonia e chi no (ed è giusto che i controlli degli enti ci siano) non deve esserci differenza tra AG e Ulm in quanto viaggiatori dello stesso cielo e campi (a volte). In molti aeroporti ci sono entrambi e si convive bene così (anche se si valuta la competenza del pilota a trasmettere e pilotare, non i titoli...che non controlla nessuno) ; non ha molto senso aver "poche frequenze" (ok se una per ogni campo volo o aeroporto) o... come faremo a distinguere quale torre o biga chiamare e loro a coordinare il traffico ? ciao aggiungo.. |
Piero F. 25-06-2012
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Ozzano Emilia 2012...Una storia già vista. In questo W.E. si è tenuto a Ozzano il consueto appuntamento Voglia di Cielo. Sappiamo che il momento è difficile per tutti, e che lo è certamente di più per chi di AG e ULM ne ha fatto una scelta professionale. Quindi a tutti coloro che hanno ancora la voglia, le energie e le risorse per mettere in piedi una festa del volo, dovrebbe andare il nostro entusiastico plauso. Solo per questo dovremmo utopisticamente partecipare tutti ad ogni iniziativa, perchè gli organizzatori devono avere il conforto dei partecipanti, gli imprenditori quello dei clienti e i clienti avere degli affidabili e motivati fornitori. Dopo questo preambolo veniamo alla cronaca dei fatti di una giornata morta per Ozzano. Anche se le info non sono di primissima mano in quanto il fatto è accaduto ieri, sono i resoconti delle voci di piazza, del day after. ieri iniziata la manifestazione, sono arrivati in campo Finanza e escopost , hanno cominciato ad elevare contravvenzioni a 6 zeri agli ULM dotati di radio e richiedere fatture di acquisto dei mezzi con cui i partecipanti sono pervenuti al raduno. Non voglio entrare nel merito della questione dei controlli fiscali, ma credo che ognuno si sia già fatto la propria opinione in merito ai risultati che tali incursioni ottengano per le casse dello stato, e invece quale sia il risultato per gli oganizzatori e per i poveri espositori, che hanno investito considerevoli cifre per partecipare all' evento. Di tanta ignoranza e propaganda è inutile parlare. ma veniamo a parlare di sicurezza. 20 anni fa quando ho smesso di volare con gli ULM, la questione della radio a bordo e delle repentine azioni a spot di Escopost era la cronaca di quei giorni. Ma qual' è il problema di una radio a bordo degli ULM? Quale "rischio" inaccettabile porta alla comunità aeronautica e al nostro Stato di diritto? Qual' è il principale dovere di ogni pilota? Quello di assicurare competenza , disciplina e di fare di tutto in quanto nelle sue capacità per favorire la sicurezza ma volare senza radio è sicuro? E' sicuro per i piloti di ULM ? E' sicuro per tutti gli altri piloti che condividono lo spazio con i cugini minori? E' sicuro atterrare in una manifestazione aerea senza sapere chi c'è in circuito, in quale direzione si muove e le sue intenzioni' E' sicuro non sentire il coordinamento degli arrivi, delle partenze, nonchè dei movimenti a terra forniti ai piloti in volo' Un pilota AG, che non ha idea del traffico ULM , sarà sicuro? Avrà la certezza di riuscire a controllare a vista tutti i traffici, quelli noti ( radio ) e quelli non noti? La cosa più semplice dal mio punto di vista sarebbe creare delle radio ULM, con poche frequenze aeronautiche assegnate, più le frequenze di emergenza, in maniera da poter garantire QUANDO NECESSARIO un contatto con la biga, con il campo di volo, o con cchi possa fornire adeguati informazioni di sicurezza. Credo che tacciare alla stregua di banditi che ha una radio a bordo di un ULM, sia una pratica vergognosa , inadeguata e senza il minimo senso logico, a meno che non consideriamo la logica della cassa , quella di Mario naturalmente.
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Marco Morganti 18-06-2012
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Interessante sito rapporti incidenti aerei
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Marco Morganti 01-04-2012
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Potrebbe essere una buona idea ma.... prima di fare un convegno (in cui spesso arriva "gente" che parla per sè.. prima che per tutti) proporrei una serie di incontri pubblici in cui scambiarci amichevolmente esperienze e pareri, (in aviosuperfici facili e raggiungibili da tutti, es. Ozzano BO o Sassuolo MO) e perchè no "anche qualche volo insieme"... incontri in cui si possono poi estrarre quesiti vari da porre a vari istruttori di fiducia (proposti da noi e con la loro disponibilità poi invitati ufficialmente) e continuare il percorso in modo più efficace; e arrivare finalmente al convegno dopo "aver chiari" gli obiettivi e argomenti e località (raggiungibile in auto e in volo) che ne dite? sempre disponibile a partecipare (sapendolo per tempo),
buoni voli Piero
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Piero F. 14-04-2012
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in aggiunta a ..Luglio 1992 luogo Ozzano E. Velivolo Fly Syntesi Storch 582 Marche I 3284
Essendo il 70 % degli incidenti la causa carburante, io consiglio nella check il controllo rubinetti venga scritto, quindi eseguito più volte da il controllo esterni motore ecc. pre-avvviamento e il ..take-off..........
La ripresa del volo dopo un periodo di sosta forzata... simulare tutte le operazioni a terra seduti nel cockpit... mi pare che aiuti tantissimo
P.S. molti VDS, si comportano molto meglio di tanti AG, i controlli che dire ... non sono mai a sufficenza.
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Bart 14-03-2012
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Ciao Antonio, mi permetto di risponderti, credo con l'avvallo del nostro ospite.
la frequenza dei 121.500 e a esclusivo appannaggio delle comunicazioni di emergenza, credo che in nessun caso possa essere utilizzata per altri scopi. la frequenza che informalmente si può utilizzare per altri scopi e' la 123'45. (comunicazioni informali tra aeroplani in volo)
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Marco Morganti 22-02-2012
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Ciao a tutti mi chiamo Antonio , ho l'attestato di volo con passeggero dal 2000 , a oggi ho 450 ore da pilota ed un 100 da passeggero , vorrei sapere se la frequenza 121.500 di emergenza , è possibile fare chiamata per un semplice controllo , sapere se qualcuno in qualsiasi ora di volo possibile sia presente . se qualcuno sa dirmi qualcosa grazie ciao a tutti |
Antonio 19-02-2012
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Prima di tutto uno speciale ringraziamento a Marco, perché la sua idea di parlare della sicurezza sul nostro sito, mi è sembrata veramente interessante per tutti noi Piloti, non si finisce mai di imparare non è vero?, E la conoscenza degli eventi è una di quelle esperienze che ti permette di fare tesoro anche delle esperienze degli altri , per non ripetere comportamenti ma anche a volte solo “dettagli” che possono costare davvero troppo cari. Volevo collegarmi al discorso degli Istruttori e sono molto d’accordo con Marco e Piero e Cristiano ed altri, ricordo anche il post di una ragazza " Volatrice Libera " che ha postato su " Consigli da Pilota " a marzo 2010 e non abbiamo più avuto il piacere di rileggerla, che hanno più volte sollevato il problema , soprattutto quando dite che è molto difficile, per un istruttore, dire ad un allievo che se davvero gli piace volare, forse sarebbe meglio che lo facesse con un altro pilota a fianco. Se l' istruttore lo facesse, certamente perderebbe un po’ di soldi di un mancato allievo , ma non passerebbe sopra alla SICUREZZA di abilitare qualcuno che psicologicamente forse non è adatto e in cielo costituirà un pericolo per sé e per gli altri. Ma volevo citare un paio di istruttori che ho conosciuto, uno è anche stato il mio istruttore (Alessandro) e ricordo che quando ho preso il brevetto io, c’era un signore che aveva il sogno di prendere il brevetto ed aveva 82 anni, e devo dire che era il più bravo di tutti, ma l’Istruttore gli ha detto ti faccio prendere il brevetto perché sicuramente hai le capacità ma tu mi devi promettere che devi andare in volo sempre con un altro pilota, e così è stato. ( Colgo l’occasione per ringraziare Alessandro perché era fissato con la sicurezza e ancora oggi risento le sue parole). Un altro istruttore che ho conosciuto in prov. Di Cuneo (Valentino) un po’ di anni fa quando andai presso la sua aviosuperficie per provare un aereo, mi raccontò un paio di storie ( documentate da articoli di giornale e foto) che mi mi fecero rabbrividire. Da Valentino, che era anche istruttore di paracadutismo, un giorno si è presentata una ragazza che voleva fare paracadutismo, ma dopo vari lanci avendo valutato che la ragazza non era adatta a questo sport , lui , in accordo alla sua etica professionale , glie lo ha detto sconsigliandole di continuare con questo sport , e lei è andata su tutte le furie , dicendogli che era un incompetente…. ma purtroppo non è finita qui ,perché la ragazza è andata a prendere il brevetto da un’altra parte e dopo qualche tempo ha avuto un incidente purtroppo mortale. Un altro caso, stessa storia, ma con un pilota di ultraleggero ed anche lui , sconsigliato a prendere il brevetto dall istruttore coscienzioso, è andato a prendere il brevetto da un’altra parte (c’è sempre purtroppo un istruttore che guarda più il lato economico della sicurezza) , e appena preso in brevetto si è comprato bellissimo aereo nuovo fiammante e dopo pochissime ore di volo ha distrutto l’aereo, fortunatamente in questo caso non ci sono state vittime. Ecco io vorrei che di Valentino ed Alessandro ce ne fossero molti di più. Spero che queste pagine che sono state proposte da Marco e da noi realizzate con enorme piacere e partecipazione, siano molto frequentate e riescano a dare voce a tutti coloro che possono raccontarci qualcosa che potrà esserci utile a tutti ….a noi piloti ….e a tutti gli istruttori che ci seguono. Cieli Blu a Tutti Carlo |
Carlo Cocetta 12-02-2012
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Credo di essere colui che ha lanciato l'idea di questa pagina. L'argomento Sicurezza Volo, parlato e documentato salva la vita di altri. Rimaniamo increduli e intimoriti ogni qualvolta succedono incidenti come quello di domenica a Jesolo. Piloti quasi professionisti, macchine da altissime prestazioni, eppure capita. Qui si potrebbe aprire il grande tema dell'acrobazia, della relativa manutenzione e sulla saggezza dei Piloti che amano questa affascinante attivita'. Perdere degli amici, anche uno e' troppo! E' una cosa tremenda, e averne persi molti alcuni dei quali grandi manici, fa riflettere sul proseguo della tua attivita' di pilota. Personalmente ho fatto sempre sport pericoloi, ho portato allievi in cima alle vette delle Dolomiti e nelle viscere piu' profonde della terra, ma non ho avuto mai cosi' tanti amici persi come nel volo. Ho frequentato scuole aeronautiche e campi di volo. Nei campetti spesso si vive il volo con maggior entusiasmo, ma certamente con piu' approssimazione. La maggior parte dell'esperienza e' frutto del sentito dire e una volta conseguito l'attestato e' difficile continuare la propria crescita aeronautica. Volare con l'ultraleggero e' forse e dico forse l'unico modo per volare senza trope imposizioni. E' anche vero pero' che gli apparecchi che si vedono sui campi di volo costano molto di piu' di un vecchio Cessna. In particolare questi tipi di aeroplani hanno caratteristiche piu' spinte degli aerei dell'AG, ma pesano MAX 450 Kg. Quindi i conti non tornano. Tornando all'incidente di Jesolo; perdere un'ala in volo per cedimento strutturale ai nostri giorni con la nostra crescita e la nostra esperienza e' un evento che non può e non deve succedere. Ora apro un'altra provocazione: non dovremmo riconsiderare noi Piloti prima che venga in mente al legislatore l'essenza dell'ultraleggero? Non dovrebbe essere un mezzo che permette a tutti con costi limitati, di apprezzare le gioie del volo? Chi ha la fortuna di avere un po' di disponibilità in più non sarebbe il caso si avvicinasse ad un'AG magari completamente rinnovata e piu' in linea con le esigenze dei Piloti contemporanei? Credo che queste pagine offerte da Volarecon siano il poso ideale per affrontare questi temi, e quando i tempi saranno maturi, si potra' organizzare IL PRIMO CONVEGNO SICUREZZA VOLO per Piloti della Domenica. Ora per concludere dato che penso di essere come dicevo la musa ispiratrice di queste pagine, e' giusto che mi esponga per primo con il racconto del mio per fortuna unico INCIVOLO.....segue |
Marco Morganti
10-02-2012
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......Luglio 1992 luogo Ozzano E. Velivolo Fly Syntesi Storch 582 Marche I 3284 A bordo il sottoscritto più passeggero.Volo da Aviosuperfice il Ranch Piazzola sul Brenta per Fano. Premessa Sono fissato con la sicurezza tanto e' vero che applico quotidianamente nel mio lavoro le procedure aeronautiche sia per la condotta che per la manutenzione preventiva di apparecchiature tecnologiche critiche. L'Evento Decollati da Piazzola, con tempo ottimo e condizioni favorevoli per tutta la tratta del volo, decidiamo di fare sosta a Ozzano per colazione e controllo carburante. Ottimo atterraggio e una volta al parcheggio vengo distratto dall'amico con qualche discorso particolarmente irrilevante. Mangiamo, riforniamo e ci sgranchiamo le ginocchia. Dopo un'ora e dopo riaver controllato le meteo, siamo pronti a ripartire. Effettuo i controlli esterni, monto, controllo il passeggero che nel frattempo si era sistemato, mi preparo e comincio la lista controlli(strano per un'ultraleggerista vero?) pre rullaggio,rullaggio,prova motore, mi allineo e decollo. Tutto regolare, potenza di salita ok. Come al solito giro l'occhio sugli strumenti incrociando i dati e guardo i campi possibili a terra selezionandone qualcuno papabile scartando quelli tra un traliccio e l'altro. Procedure normali per me. Un po' meno normale vedere l'elica fermarsi in verticale . Immediatamente la reazione tante volte ripassata in mente: barra avanti, alla ricerca della sicura velocita' necessaria a stare tranquillamente per aria. Esco dal pericoloso assetto di salita e stabilizzo la velocita'a quella di efficienza MAX. Ora respiro, cerco lo sguardo del mio passeggero per rassicurarlo. Lui mi dice :"scherzi?" "No" e'la mia rapida risposta. Ricontrolo parametri, quota 200 metri, guardo il campo che avevo gia' acquisito, lo confermo imposto in mente la procedura di avvinimamento. Ora posso sprecare quella manciata di secondi a mia disposizione per ricercare la causa dell'inconveniente e tentare una messa in moto. Procedo solo con la seconda opzione (ERRORE!) . Il motore non riparte, quindi mi concentro sull' atterraggio fuori campo e mi affido alla mia esperienza da aliantista che certamente ha contribuito a farmi mantenere la calma e il sangue freddo e atterro su un campo arato di fresco a zolle non proprio piccole.lo Storch in pochi metri e' fermo. A questo punto a un aereo dell'AG sarebbe scaduto il CN con tutte le complicazioni de l caso. Dopo aver ripreso fiato, scendiamo e constatiamo che la robusta struttura dello Storch non ha subito alcun danno anche grazie alla bassissima velocità' di atterraggio. Ora e' il momento di capire cosa e' successo. Scarto 'ipotesi di un guasto al motore revisionato (tbo) da pochissimo e sempre da me controllato. Controllo il carburante, e'ok, rubinetti carburante:"C H I U S I!" immediatamente ricordo di non aver fatto La chek list al parcheggio causa la sopravvenuta distrazione, e ricordo di averla eseguita al momento del decollo. Quindi al parcheggio ho lasciato i rubinetti aperti, mentre al momento del decollo li ho chiusi. Controllo tutto di nuovo, metto in moto, il motore parte regolarmente, strizzo l'occhio al mio compagno, rimetto i guanti e il casco e ri decolliamo dal campo di patate alla volta di Fano, com la CERTEZZA di aver capito la causa dell'inconveniente. Catena degli eventi Primo errore: distrazione durante le chek list; fattore umano Secondo errore: impossibilita' causata dal posizionamento dei rubinetti di guardrail in occasione dei controlli pre volo; fattore tecnico Terzo errore; Sbagliata la sequenza procedurale al momento dell' avaria. Prima ricercare guasto (controlli) e poi ritentare la messa in moto. Fattore umano Anche se sono passati molti anni l'esperienza e' ancora viva nei ricordi come tutte quelle che segnano significativamente il passo della nostra vita. Mi ritengo fortunato a poterla raccontare, in quanto ero decollato da un campo favorevole, ricco di possibilita' di emergenze. Se succedeva per esempio a Termon, forse qualcuno di voi si ricorderebbe l'ennesimo articolo su qualche giornale di provincia. In becco all'aquila Marco Morganti.
PS non abbiate paura e non siate pigri a raccontare le vostre storie anche se possono sembrare banali. Contribuiranno al bagaglio culturale che ognuno di noi si porta dentro e il nostro cervello al momento giusto sara' in grado di tirarle fuori dal cassetto e ci aiutera' nel trovare la soluzione piu' idonea per il tipo di emergenza che stiamo affrontando.
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Marco Morganti
10-02-2012
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Per chi fosse interessato ad approfondire le tematiche in merito alla Sicuezze Volo, consiglio questo sito http://www.aeronautica.difesa.it/editoria/rivistasv/Pagine/ . Da qui potete scaricare alcune riviste di Sicurezza Volo in PDF. Non e' possibile abbonarsi. Anche questo fatto di fatti e' un nonsenso. Perché anche noi Piloti della domenica non possiamo condividere le problematiche della sicurezza, fattore che poi alla fine coinvolge tutti, professionisti e non, in quanto talvolta occupiamo gli stessi spazi e condividiamo gli stessi servizi? Segnalo una serie di slide che per conto mio bisognerebbe diffondere e far conoscere a tutti i volatori in particolare attraverso i canali delle scuole di volo. (n.d Bach i volatori sono i piloti amanti del volo e non delle prestazioni), molto interessanti http://www.siemarche.it/public/uploads/ documenti/Presentazione_draghi.pdf |
Marco Morganti
10-02-2012
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cordiali saluti Piero Ferrari |
Piero Ferrari
09-02-2012 |
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