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Da Parapendiopizzo

Rieccomi! Sono sempre io, Fiò! Vi sto riscrivendo per raccontarvi
una nuova ed appassionante storia! Ve lo ricordate il mio primo volo? Quel
bellissimo volo assieme al falchetto? Beh... ho rivolato! E questa volta è stato
ancora più emozionante e divertente. Eh si, perché adesso sapevo veramente a
cosa andavo incontro e, nonostante io fossi agitata, non avevo minimamente paura
di decollare, di staccare i piedi da terra e di abbandonarli all’aria e al
vento.
Erano le 3 del pomeriggio, e faceva molto caldo, tanto che credevo di non poter
fare un bel voletto! Ma quando siamo arrivati al decollo mi sono convinta che il
tempo era perfetto!
C’era quel giusto venticello che mi sfiorava leggermente il viso, sino ad
arrivare poi ai capelli, che svolazzavano in armonia con le foglie degli alberi
ed il vento. Quell’insieme di “oggetti” svolazzanti sembravano creare un vero e
proprio balletto, dove il vento la faceva da protagonista... ed io, chiudendo
gli occhi, mi ritrovavo nuovamente (come al mio solito!) a sognare, sognavo già
di essere in aria e di riprovare quelle strane e indescrivibili sensazioni che
mi avevano fatto credere che i sogni si avverano e non sono soltanto un lontano
ricordo di quei cartoni che osservavamo incantati da bambini! E mentre accadeva
tutto ciò, io non prestavo attenzione alla vela che Giampiero stava aprendo per
me, e neanche al luogo in cui mi trovavo! Quando ho riaperto gli occhi e mi sono
trovata coinvolta in quel ripetuto sogno, ormai divenuto realtà, mi sono accorta
che in quel momento ero la ragazza più felice del mondo e non desideravo altro
di ciò che avevo. Sì è questo l’ingrediente principale della vera felicità,
accontentarsi del momento e vedere il bicchiere sempre mezzo pieno piuttosto che
mezzo vuoto! Non siete d’accordo con me?
Ed infatti era proprio ciò che stavo facendo per godere di quella meravigliosa
anteprima del fatidico momento! Ed ecco che la vela era pronta, Piero era pronto
ed io ero pronta... L’unica cosa che mi rimaneva da fare era... VOLARE!!!
Decollo perfetto, le termiche hanno voluto fare da subito il nostro gioco!
Ragazzi che sballo, questi sono i momenti di vero godimento (altro che droga,
coca ed eroina che non servono altro che a fare danni!). Era tutto così
meravigliosamente splendido! Il volo è qualcosa di veramente reale le cui
sensazioni rimangono imprigionate dentro e non “evadono” mai! Ma riescono a
sollevarti nei momenti peggiori, facendo sì che nel tuo viso anzicchè una
lacrima compaia un sorriso!
Assieme a noi c’erano anche altri parapendii che volavano spensierati e felici;
e sapete che cosa mi chiedevo al vederli? Mi chiedevo: “Ma loro staranno
provando quello che provo io? Il volo dona a tutti le stesse sensazioni? Come si
sentiranno in questo momento”. Ma purtroppo non sono riuscita a risolvere
questo mio “dilemma”, ero troppo occupata a pensare al mio di volo! Però devo
ammettere che volare in presenza di più parapendii è più divertente ed
emozionante, perché vuol dire che il cielo, le nuvole e il mondo degli uccelli è
una passione che accomuna più persone, e anche se entrambi non conoscono nulla
dell’altro, hanno lo stesso obiettivo: avere le ali! E mentre ero avvolta nei
miei pensieri ho sentito una spinta dal basso verso l’alto, e i brividi di
freddo prendono possesso di me... eravamo arrivati ad una quota di 750 metri!!!
Toccavamo la base del cumulo con un dito, mancava veramente poco per entrare
nella nuvola! Sapete che bello alzare gli occhi e vedere solo il bianco della
nuvola? Cercare di comprendere la sua leggerezza e contemporaneamente la sua
morbidezza... E guardando in basso mi accorgevo dell’altezza a cui mi trovavo e
sorridevo silenziosamente, rilassandomi, chiudendo gli occhi e pensando alla
fortuna che avevo avuto per arrivare in un luogo così bello ed emozionante. Ma
proprio quando stavamo per entrare nella nuvoletta candida e soffice, il vento
ed una combinazione di termiche ci riportano a 600 metri... e qua entra in scena
il secondo momento più bello. Piero mi ha preso le mani e me le ha poggiate sui
freni, facendomi guidare e fare virate mozzafiato! Avevo come si suol dire “il
cuore in gola” o meglio, tanto che ero felice, era arrivato addirittura al posto
del cervello! Io e le mie mani, soltanto noi, gestivamo la situazione! Ma ad un
certo punto ci troviamo al centro di un meraviglioso spettacolo: sotto di noi il
mare cristallino, davanti solo l’azzurro del cielo e del mare. Altro che linea
verde e linea blu, questa era una linea infinita ed illimitata, con un orizzonte
irraggiungibile. Il mare e il cielo erano una cosa sola, non riuscivo bene a
distinguere quale fosse l’uno e quale fosse l’altro... e a quel punto ho aperto
le braccia con le mani rivolte al vento, con il busto rilassato e le gambe
svolazzanti nell’aria. Sentivo dentro due forze che si opponevano l’una
all’altra: da una parte questo momento riusciva a donarmi molta tranquillità,
dall’altra molta euforia... quel raro momento, quel panorama, mi facevano
protagonista di un irraggiungibile ed incantevole scenario, che solo nelle fiabe
riesce a prendere vita... vi rendete conto? Io assolutamente... no!
Ancora non ho preso visione di quanto ho realizzato, ma auguro a tutti voi, ma
dico veramente tutti, di qualsiasi età, di poter realizzare ciò che io ho
vissuto. La mia attenzione si pone soprattutto a coloro che sono
impossibilitati a farlo, ricordate: a tutto c’è un rimedio!!! Sapete a cosa mi
paragonavo in quel momento? Ad un’aquila reale, io sovrana di tutte le bellezze
dei cieli! Un’aquila reale... colei che regna nei cieli, colei che ha delle
enormi ali che possono arrivare addirittura alla lunghezza di due metri; e
anch’io avevo le ali!
Sapete qual è il mio pensiero? Che ogni cassetto ha la propria chiave, ogni
porta ha la sua maniglia, ogni disegno è realizzabile... bisogna solo voler
provare, girare la chiave per far si che il cassetto si apra, aprire la porta
per far si che il nuovo arrivato diventi il benvenuto e non se ne vada mai... e
dal mio cassetto sono uscite delle ali colorate di blu, bianco, ed arancione,
sotto forma di parapendio; dalla mia porta la felicità è diventata la benvenuta
e il mio disegno è stato realizzato alla perfezione... Avete capito cosa cerco
di comunicarvi? Riflettete su queste parole, e poi decidete voi quale uso farne
di quella famosa chiave; chiudere il cassetto per poi farla sparire per sempre o
aprirlo e non chiuderlo più, ma entrare in possesso del suo contenuto? A voi la
scelta. Io vi dico soltanto che ho scelto la seconda opzione e ne vado fiera, e
se mi donassero la possibilità di tornare indietro io farei esattamente ciò che
ho fatto: regalarmi un sorriso!
Dopo un’ora esatta sono atterrata con le lacrime agli occhi per la felicità, il
cuore pieno di gioia e l’immagine di quell’irraggiungibile ed incantevole
scenario davanti ai miei occhi...
Fiorenza Pagnotta
(15 anni) |
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