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PROTAGONISTA DI UN IRRAGGIUNGIBILE ED INCANTEVOLE SCENARIO

(DI FIORENZA PAGNOTTA)

 

 

 

   



 

Da Parapendiopizzo

Rieccomi! Sono sempre io, Fiò! Vi sto riscrivendo per raccontarvi una nuova ed appassionante storia! Ve lo ricordate il mio primo volo? Quel bellissimo volo assieme al falchetto? Beh... ho rivolato! E questa volta è stato ancora più emozionante e divertente. Eh si, perché adesso sapevo veramente a cosa andavo incontro e, nonostante io fossi agitata, non avevo minimamente paura di decollare, di staccare i piedi da terra e di abbandonarli all’aria e al vento. 
Erano le 3 del pomeriggio, e faceva molto caldo, tanto che credevo di non poter fare un bel voletto! Ma quando siamo arrivati al decollo mi sono convinta che il tempo era perfetto!

C’era quel giusto venticello che mi sfiorava leggermente il viso, sino ad arrivare poi ai capelli, che svolazzavano in armonia con le foglie degli alberi ed il vento. Quell’insieme di “oggetti” svolazzanti sembravano creare un vero e proprio balletto, dove il vento la faceva da protagonista... ed io, chiudendo gli occhi, mi ritrovavo nuovamente (come al mio solito!) a sognare, sognavo già di essere in aria e di riprovare quelle strane e indescrivibili sensazioni che mi avevano fatto credere che i sogni si avverano e non sono soltanto un lontano ricordo di quei cartoni che osservavamo incantati da bambini! E mentre accadeva tutto ciò, io non prestavo attenzione alla vela che Giampiero stava aprendo per me, e neanche al luogo in cui mi trovavo! Quando ho riaperto gli occhi e mi sono trovata coinvolta in quel ripetuto sogno, ormai divenuto realtà, mi sono accorta che in quel momento ero la ragazza più felice del mondo e non desideravo altro di ciò che avevo. Sì è questo l’ingrediente principale della vera felicità, accontentarsi del momento e vedere il bicchiere sempre mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto! Non siete d’accordo con me? 
Ed infatti era proprio ciò che stavo facendo per godere di quella meravigliosa anteprima del fatidico momento! Ed ecco che la vela era pronta, Piero era pronto ed io ero pronta... L’unica cosa che mi rimaneva da fare era... VOLARE!!! 

Decollo perfetto, le termiche hanno voluto fare da subito il nostro gioco! Ragazzi che sballo, questi sono i momenti di vero godimento (altro che droga, coca ed eroina che non servono altro che a fare danni!). Era tutto così meravigliosamente splendido! Il volo è qualcosa di veramente reale le cui sensazioni rimangono imprigionate dentro e non “evadono” mai! Ma riescono a sollevarti nei momenti peggiori, facendo sì che nel tuo viso anzicchè una lacrima compaia un sorriso!
Assieme a noi c’erano anche altri parapendii che volavano spensierati e felici; e sapete che cosa mi chiedevo al vederli? Mi chiedevo: “Ma loro staranno provando quello che provo io? Il volo dona a tutti le stesse sensazioni? Come si sentiranno in questo momento”. Ma purtroppo non sono riuscita a risolvere questo mio “dilemma”, ero troppo occupata a pensare al mio di volo! Però devo ammettere che volare in presenza di più parapendii è più divertente ed emozionante, perché vuol dire che il cielo, le nuvole e il mondo degli uccelli è una passione che accomuna più persone, e anche se entrambi non conoscono nulla dell’altro, hanno lo stesso obiettivo: avere le ali! E mentre ero avvolta nei miei pensieri ho sentito una spinta dal basso verso l’alto, e i brividi di freddo prendono possesso di me... eravamo arrivati ad una quota di 750 metri!!! 

Toccavamo la base del cumulo con un dito, mancava veramente poco per entrare nella nuvola! Sapete che bello alzare gli occhi e vedere solo il bianco della nuvola? Cercare di comprendere la sua leggerezza e contemporaneamente la sua morbidezza... E guardando in basso mi accorgevo dell’altezza a cui mi trovavo e sorridevo silenziosamente, rilassandomi, chiudendo gli occhi e pensando alla fortuna che avevo avuto per arrivare in un luogo così bello ed emozionante. Ma proprio quando stavamo per entrare nella nuvoletta candida e soffice, il vento ed una combinazione di termiche ci riportano a 600 metri... e qua entra in scena il secondo momento più bello. Piero mi ha preso le mani e me le ha poggiate sui freni, facendomi guidare e fare virate mozzafiato! Avevo come si suol dire “il cuore in gola” o meglio, tanto che ero felice, era arrivato addirittura al posto del cervello! Io e le mie mani, soltanto noi, gestivamo la situazione! Ma ad un certo punto ci troviamo al centro di un meraviglioso spettacolo: sotto di noi il mare cristallino, davanti solo l’azzurro del cielo e del mare. Altro che linea verde e linea blu, questa era una linea infinita ed illimitata, con un orizzonte irraggiungibile. Il mare e il cielo erano una cosa sola, non riuscivo bene a distinguere quale fosse l’uno e quale fosse l’altro... e a quel punto ho aperto le braccia con le mani rivolte al vento, con il busto rilassato e le gambe svolazzanti nell’aria. Sentivo dentro due forze che si opponevano l’una all’altra: da una parte questo momento riusciva a donarmi molta tranquillità, dall’altra molta euforia... quel raro momento, quel panorama, mi facevano protagonista di un irraggiungibile ed incantevole scenario, che solo nelle fiabe riesce a prendere vita... vi rendete conto? Io assolutamente... no! 
Ancora non ho preso visione di quanto ho realizzato, ma auguro a tutti voi, ma dico veramente tutti, di qualsiasi età, di poter realizzare ciò che io ho vissuto. La mia attenzione si pone soprattutto a coloro che sono impossibilitati a farlo, ricordate: a tutto c’è un rimedio!!! Sapete a cosa mi paragonavo in quel momento? Ad un’aquila reale, io sovrana di tutte le bellezze dei cieli! Un’aquila reale... colei che regna nei cieli, colei che ha delle enormi ali che possono arrivare addirittura alla lunghezza di due metri; e anch’io avevo le ali! 
Sapete qual è il mio pensiero? Che ogni cassetto ha la propria chiave, ogni porta ha la sua maniglia, ogni disegno è realizzabile... bisogna solo voler provare, girare la chiave per far si che il cassetto si apra, aprire la porta per far si che il nuovo arrivato diventi il benvenuto e non se ne vada mai... e dal mio cassetto sono uscite delle ali colorate di blu, bianco, ed arancione, sotto forma di parapendio; dalla mia porta la felicità è diventata la benvenuta e il mio disegno è stato realizzato alla perfezione... Avete capito cosa cerco di comunicarvi? Riflettete su queste parole, e poi decidete voi quale uso farne di quella famosa chiave; chiudere il cassetto per poi farla sparire per sempre o aprirlo e non chiuderlo più, ma entrare in possesso del suo contenuto? A voi la scelta. Io vi dico soltanto che ho scelto la seconda opzione e ne vado fiera, e se mi donassero la possibilità di tornare indietro io farei esattamente ciò che ho fatto: regalarmi un sorriso!

Dopo un’ora esatta sono atterrata con le lacrime agli occhi per la felicità, il cuore pieno di gioia e l’immagine di quell’irraggiungibile ed incantevole scenario davanti ai miei occhi...

Fiorenza Pagnotta 
(15 anni)

 

 

 

 

 


Copyright © 2010 *** Volare con***   Ultimo aggiornamento: 06-05-12