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  Per un giorno Ho avuto le Ali

(DI FIORENZA PAGNOTTA)

 

 

 

   



 

Da Parapendiopizzo



Fiorenza Pagnotta 
 

“Oggi ho volato 30 minuti, ti rendi conto? Mamma mia è bellissimo... Sono partito da là sopra, guarda, e poi sono atterrato a Savelli, sulla spiaggia. La giornata era perfetta, il vento dolce dolce... Tutto fantastico... Quant’è bello volare...”
Queste sono le parole di un ragazzo di 18 anni un’ora dopo aver volato. Non faceva altro che dire: “Oggi volo, domani volo...”, questo era tutto ciò che sapeva dire, e non solo, questa era la sua ricchezza, il tesoro perduto, un sogno raggiunto, la gioia di vivere, ma soprattutto la gioia  di raccontarlo, si, raccontare ciò che è degno di essere raccontato e vissuto. Io cercavo di comprenderlo e di immedesimarmi, ma per quanto mi potessi sforzare non riuscivo a capire al 100% cosa volesse dire volare...
Cercavo di immaginare, passavo ore ed ore coricata nel letto, prima di addormentarmi, a svolazzare con la fantasia, assieme ai falchetti, a saltare sulle nuvole come Heidi, a gridare al mondo intero quanto fosse bello volare... Immaginavo di prendere le correnti ascensionali, le termiche, salire e scendere, girare, fare i 360°. Così facendo ero al settimo cielo, ma nel vero senso della parola!! Quel volo immaginato riusciva a trasmettermi qualcosa di strano e rilassante che niente e nessuno riusciva a fare... Ma nonostante tutto ancora non sapevo cosa volesse dire “volare”. Ogni qual volta me ne parlavano io ribadivo: “Anch’io voglio volare, anch’io voglio volare!”, finchè qualcuno, Giuseppe Vacatello, mi ha preso sul serio e mi ha dato l’opportunità di farlo contattando suo zio, Giampiero Procopio, professionista del volo. Quando Giampiero mi diceva: "Fiore, non ti preoccupare, tu domani volerai assieme a me e a Peppe..." a me compariva un sorriso più grande di tutto il viso! Mi sentivo troppo felice, ma purtroppo ciò è successo durante un periodo in cui le condizioni del tempo non mi permettevano di realizzare il mio sogno. “Nooo, adesso ho il tempo contro di me!” gridavo, ma lui mi ripeteva: “Fiore, ricordati sempre che ogni cosa ha il suo tempo” ed io aspettavo, aspettavo, finchè un bel giorno Giuseppe mi ha chiamata e mi ha detto: “Preparati ad una notizia mozzafiato... sei pronta?? Respira... oggi alle 3 voli!!!”.
Io non ci credevo, era impossibile, io che finalmente andavo a volare... No, impossibile!
Cercavo di non pensarci troppo per paura di restare solo illusa, e che alla fine non si volava...
Ma alle 3 mi è arrivata la chiamata: “Fiore preparati che andiamo a volare!!!”. Io sembravo una scimmia!! Saltellavo gridando in tutta la casa! In fretta mi sono preparata ed ecco che siamo già al decollo con il viso rivolto al cielo, “attaccata” al parapendio ma ancora con i piedi perterra. All’improvviso sento Giampiero dire: “Peppe quando ti dico VIA ci tiri... Pronto?? 3...2...”, stavo morendo... ma non so se di paura o di felicità, forse per tutte e due, allora ho iniziato a gridare: “No, aiuto, aiuto, aiuto, aspetta, adesso no”. Ero confusa, non capivo più niente, le emozioni dentro di me si mescolavano l’una con l’altra, tensione, paura, consapevolezza di ciò che stavo facendo, anche se dentro di me nutrivo il grande desiderio di staccare i piedi da terra
e spiccare il volo, per far sì che tutto ciò che fin ora avevo solo immaginato diventasse realtà “...1 ...via!!!”. Sento una gran forza che mi solleva, vedo il terreno allontanarsi sotto i miei piedi.
Adesso sono finalmente sospesa in aria nel meraviglioso cielo, assieme ai falchetti... Sentivo Piero che mi diceva: “Sei comoda?”, e le mie prime parole sono state: “Non trovo la pedalina!!!”
Ma una volta “messa comoda” ho dato sfogo a tutto ciò che era dentro di me, urlando come una pazza, ormai non avevo più paura, quello che era stampato nel mio viso era “solo” felicità, gioia, entusiasmo, estasi, euforia, aveva ragione Piero, la vertigine non c’entra, non fa parte del mondo del volo, perché come dice Jovanotti: “...la vertigine non è paura di cadere, ma voglia  di volare”, si, pura voglia di volare! Era proprio come l’avevo sognato, anzi, dal momento che il sogno era divenuto realtà era molto ma molto meglio. Sentivo il vento accarezzarmi dolcemente il viso, attraversare i cordini del parapendio producendo un sibilo fantastico e mai udito in terra ferma. Si perché è straordinario quello che si prova in volo, ti senti sospesa e si prova un senso di libertà come se fossi un uccello! E un evento ancora più straordinario è che insieme a noi volava un falchetto, con le sue ali imponenti, immobili, abbandonato al vento che
muoveva dolcemente le sue enormi piume...
Ed ecco che qualcosa di invisibile ci trascina con sé verso l’alto... una sensazione
stranissima... è una termica!!! Bellissimo, finalmente ho capito cosa vuol dire “prendere una termica”!
Il vento inizia a fare il suo gioco, ci solleva, ci riscende, ci spinge.. era tutto così fantastico...  che più ne parlo e più mi viene voglia di rivolare; quando parlo del volo ho un’adrenalina dentro incredibile, potrei fare qualsiasi cosa!
Dopo 40 minuti di urla, felicità e divertimento purtroppo Piero mi dice: “Fiore adesso
atterriamo” ed io: “Cosa?? Di già? Siamo stati pochissimo in volo...” e lui: “Mi dispiace ma è venuta l’ora di atterrare, e poi guarda che sono già 40 minuti che siamo in volo!” 40 minuti???
E chi si aspettava che fossero così tanti! Io credevo 15, massimo venti! E’ incredibile come quando voli, vola anche tutto ciò che ti circonda, come il tempo!!! Si, il tempo è proprio, come si suol dire, “volato”! E’ venuta l’ora di atterrare, e vai con i 360°! Io ho mollato i piedi dalla pedalina e li tenevo allungati, sospesi in aria, mi sentivo proprio come Heidi, saltellante tra le nuvole!
Quando sono atterrata ho abbracciato forte forte Giuseppe (il quale era anch’egli appena atterrato assieme a noi!) pronunciando la parola GRAZIE minimo un centinaio di volte, e tanto dall’emozione avevo gli occhi lucidi e per poco (ma davvero poco!) non mi uscivano le lacrime.
Quello che si prova quando si è in volo è una sensazione troppo bella e indescrivibile, tanto che non basterebbero nemmeno dieci pagine per descrivere un volo e ciò che si è provato... infatti ora, con questo racconto, sto cercando di farvi rivivere ciò che io ritengo essere il giorno più bello della mia vita, ma parlarne e immaginarlo è diverso dal viverlo, e spero di essere riuscita a trasmettervi un po’ della mia adrenalina e della mia voglia di volare, ma il mio vero consiglio è “Provate anche voi, non ve ne pentirete, statene certi!".
Qualsiasi cosa voi possiate fare nella vita, tranquilli, che volare non è sicuramente tempo perso, quella giornata ve la ricorderete per tutta la vita e quando vedrete un parapendio lassù, in alto nel cielo, sarete orgogliosi, fieri e soprattutto felici di dire: “Io ci sono stato!”.
Per concludere vi faccio leggere il messaggio che mi ha inviato Giuseppe quando il tempo non mi permetteva di fare il mio primo (che spero non sia neanche l’ultimo!) volo, per cercare di rendervi le idee ancora più chiare: “Chiudi gli occhi e... immagina di volare! Pensa a come potrebbe essere... il vento che ti accarezza dolcemente il viso... tra le nuvole bianche bianche... e sotto, da una parte, l’azzurro del mare e, dall’altra, il verde delle montagne che hanno delle pianure grandissime ricoperte di margherite colorate e tu al centro di questo spettacolo! Pensaci un po’! Quando riaprirai gli occhi saremo in volo, tu, mio zio ed io, insieme!
Allora, ne vale la pena di aspettare qualche giorno??”. E si... Credo che a questo punto devo rivelare il mio grande segreto... ma non ditelo a nessuno xò... PER UN GIORNO HO AVUTO LE ALI!!!

 

 

 

 

 

 


Copyright © 2010 *** Volare con***   Ultimo aggiornamento: 06-05-12