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l' argomento di Gennaio 2012
LA MOTIVAZIONE
Una delle tematiche che ha suscitato grande interesse negli
studiosi della psicologia dello sport è la comprensione dei
processi motivazionali.
Infatti sono state effettuate numerose ricerche scientifiche
per studiare il “perché” delle azioni.
La motivazione è la forza che spinge l’uomo ad agire per
soddisfare le proprie esigenze.
È la motivazione, infatti che ci guida in ogni attività
quotidiana, dalla più semplice alla più complessa e si manifesta quando, per
una qualsiasi ragione, si è perso uno stato di equilibrio e permane sino a
quando l’equilibrio non si è ristabilito.
Molti studi scientifici rilevano che la motivazione può
essere:
A) Estrinseca,
ovvero uno stimolo legato ad elementi esterni all’attività
stessa, come per esempio, ricevere riconoscimenti, lodi;
B) Intrinseca,
cioè una spinta proveniente dall’interno della persona. Ci si
impegna in un’attività, perché la si trova stimolante e gratificante per se
stessa e si prova soddisfazione nel sentirsi sempre più capaci. Situazioni
sorprendenti, nuove stimolano curiosità e si sente il bisogno di esplorare
l’ambiente alla ricerca di nuove informazioni e soluzioni. Importante per la
motivazione intrinseca è il bisogno di sentirsi sempre più competenti. È il
vero motore di ogni azione e comportamento.
La
motivazione, inoltre, è strettamente legata alle
emozioni,
che sono alla base di molte attività umane. Se un’attività è
legata ad emozioni piacevoli viene ripetuta, al contrario verrà in futuro
evitata.
Si può
dire che le emozioni rappresentano il “colore” della vita e la motivazione
“il motore” della vita.
Ma
quali sono le motivazioni agli sport estremi?
Moltissimi sono i dati delle ricerche scientifiche.
Le
motivazioni principali sono:
1)
Il piacere.
Esso è legato alle endorfine che vengono liberate in
modo massiccio dall’organismo in situazioni in cui ci si confronta con
elementi non abituali ed incerti. Le endorfine sono della morfina naturale e
generano sensazioni piacevoli a livello chimico e psicologico, simili a
quelle sperimentate quando si assumono sostanze alcoliche, droghe stimolanti
oppure quando si fa sesso.
La risposta del cervello a situazioni che sono
soggettivamente vissute con grande eccitazione è la tendenza ad “inondarsi”
di dopamina ed adrenalina e spiega la propensione frequente a gridare e/o
sorridere istintivamente nel corso di tali esperienze.
2) Il gioco.
E’ la seconda spinta vitale che nell’adulto rappresenta la
simulazione della spensierata vita fanciullesca. Un’importante
caratteristica di tali attività è la capacità di stimolare quello stato
interiore definito “puro divertimento” (dinamic joy) che può scaturire dal
movimento rotatorio o dall’oscillazione nel vuoto.
3)
L’agonismo.
Rappresenta il soddisfacimento di un istinto primordiale, che
un tempo si esprimeva, per esempio, nella caccia.
4)
La ricerca dell’avventura.
5)
Il piacere di sensazioni forti.
6)
Il senso di ammirazione e timore
che si incute in chi osserva.
7)
Un altro aspetto che esercita grande fascino è l’opportunità
di fare un’esperienza in cui è possibile avvertire, in modo inconsueto, di “sentirsi
vivi”.
In alcune persone questo vissuto emozionale è l’unica possibilità di sentire
di avere un corpo, in quanto viene percepito solo in condizioni di
iperattivazione, in situazioni in cui le certezze fisiche, per esempio
punti di riferimento per l’orientamento e l’equilibrio, vengono tolte.
Leggendo quanto appena scritto come vi siete sentiti? Vi
riconoscete nelle motivazioni? Provate anche voi questo tipo di emozioni?
Volete suggerire altro?
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