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Benvenuto!
Ti trovi nel
FORUM
della Dott.ssa Fiammetta Favalli
dedicato esclusivamente a noi di
VOLARECON
...La Psicologa
risponde |
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In questa rubrica troverai l' archivio delle interviste e
articoli diversi su argomenti proposti da noi, riguardanti gli sport estremi
come il volo sportivo nelle sue svariate forme.
Nel FORUM
in coda alla pagina abbiamo la possibilità di interagire con la Psicologa e
con i colleghi.
Gli argomenti :
Gli sport estremi
...leggi
(dicembre 2011)
La Motivazione ...leggi
(gennaio 2012)
Essere amanti del brivido ...leggi
( febbraio 2012)
La valutazione del rischio
e la prudenza
(marzo
2012)
L’errore
( aprile 2012 )
La Sicurezza
( maggio 2012) |

Psicologa , Psicoterapeuta Rogersiana
iscritta all' Albo degli
Psicologi del Lazio:
Dott.ssa Fiammetta Favalli
Curriculum vitae
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Leggi i commenti in coda
alla pagina
FORUM
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La Dott.ssa
Fiammetta Favalli risponde:
Salve Cristiano,
“Volare” con la mente ed il
cuore in perfetta armonia!
E’ vero siamo persone dotate di una
mente, un corpo ed un cuore sempre “collegati” tra loro! Se prevale
uno sull’altro non c’è più equilibrio ed è indispensabile
ritrovarlo. Affiancare le competenze di uno Psicologo alle
competenze degli Istruttori nelle scuole di volo mi sembra un’ottima
modalità per trovare e/o ritrovare il giusto bilanciamento tra
mente, corpo e cuore! Ed è proprio per questo che ho aderito con
piacere all’ invito della redazione di Volarecon a tenere una
rubrica per analizzare gli aspetti più “tecnicamente” psicologici
che stanno alla base della scelta di cimentarsi in queste discipline
“estreme” .
Chissà che non sia un inizio, per
suggerire alle scuole di volo di inserire nel programma anche una
valutazione psicologica dell’ aspirante pilota prima di metterlo in
grado di volare , a questo proposito le interesserà sapere che
conduco anche dei training per “ superarla” la paura di volare :
Progetto :
“L’ emozione vien volando “
progetto che propongo ai piloti,
agli istruttori, alle scuole di tutta Italia, che siano interessati
a pubblicizzare il progetto e a formare dei piccoli gruppi di
persone interessate a superare la paura di volare.
Per concludere ,Grazie per
l’invito, chissà, se sarà compatibile con i miei impegni di lavoro!
Però non inizierei con un volo acrobatico (non sono certa di
riuscire a mantenere il giusto “equilibrio”)!
Grazie anche per il confronto .
A presto
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Dott.ssa Fiammetta Favalli
15-02-2012
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Grazie della cortese risposta, si io considero il
volo una cosa romantica da dosare sapientemente e razionalmente, escludendo
emozioni da brivido o da rischi. Il rischio c'è non possiamo negarlo ma la
consapevolezza che l'errore è in agguato deve indurci a non cercarlo quindi
a non azzardare mai, ma ponderare con estrema oculatezza, lo dico da pilota
militare dove una dose di rischio in più era inevitabile, ma bisogna volare
con il cervello. Scaturisce quindi, secondo me, la necessità dell'aiuto
dello psicologo che dovrebbe essere presente nelle scuole di volo, il pilota
deve essere selezionato, probabilmente ci sarebbero meno incidenti, ormai ci
si affida troppo all'elettronica, ma quando va in avaria come agisce il
pilota robottino? Particolarmente, lo Psicologo dovrebbe affiancare gli
istruttori troppo giovani ed inesperti. In rapida sintesi: la condotta
passiva, l' incoscenza o l' ipervalutazione sono fattori negativi non adatti
alla professionalità del pilota, senza distinzioni sia che porti gli amici o
i passeggeri. Io sono uno che guarda in faccia la realtà e dico quello che
penso, dedotto dalle esperienze di vita che fortunatamente ho avuto modo di
acquisire. Se lo gradisce sarei lieto di fare un volo con Lei, per provare
le emozioni ma soprattutto le sensazioni e reazioni inconsce che Lei
saprebbe individuare, un volo acrobatico oppure un volo con un vecchio Jet
militare, scelga Lei.
Complimentandomi per la costruttiva
iniziativa intrapresa La saluto cordialmente.
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Cristiano
14-02-2012
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La Dott.ssa
Fiammetta Favalli risponde:
Buongiorno Cristiano,
se non ho capito male lei è semplicemente un amante del volo che
definisce un “nobile sentimento” e non si sente riconosciuto come
persona amante del brivido e del rischio. Ha un grande rispetto
della natura e si comporta di conseguenza. Posso dire che rispettare
il “luogo che andiamo a visitare” è qualcosa di indispensabile. Se
rispetti la natura , la natura rispetta te e non è utile sfidarla.
Inoltre quello di cui lei parla è un altro aspetto molto importante
che riguarda, comunque, sempre “il fattore umano”: molte persone si
avvicinano a questo mondo non avendo le attitudini fondamentali per
avvicinarcisi e, molto spesso, nessuno se ne accorge.
Dato che “il rischio” e la “sicurezza” sono tematiche che
tratterò prossimamente, mi piacerebbe ancora confrontarmi con lei.
Grazie e alla prossima
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Dott.ssa Fiammetta Favalli
12-01-2012
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Il
fattore umano: secondo la mia opinione troppo spesso i burocrati
oppure chi interpreta male le problematiche del volo ne parlano
dimenticando che il fattore fondamentale deve essere la
selezione, l'uomo è nato per rimanere a terra purtroppo non
tutti sono in possesso delle attitudini indispensabili a questo
particolarissimo genere di attività. Il riconoscere i propri
errori porta conseguentemente e consapevolmente a correggere
l'errore, troppo spesso vedo piloti che non riconoscono l'errore
per presunzione o per incapacità con il risultato di non
accettarlo quindi a non correggerlo. I colpevoli sono alcune
scuole di volo che non rispettano nella loro completezza i
programmi pratici, impiegando istruttori inesperti non in grado
di discriminare le reazioni razionali da quelle irrazionali
poichè privi di esperienze. Gli esaminatori non sempre sono in
grado di discriminare la condotta passiva da quella attiva. E'
evidente che impiegando esaminatori che lo fanno come terzo
impiego e senza un background specifico possano commettere
errori imperdonabili, il colpevole è chi li autorizza. Il volo è
una cosa troppo seria. Sulla carta lo dicono, ed a carte è
sempre più difficile, ma non si traduce in realtà pratica
razionale e costruttiva. Quando lo dico divento impopolare e
personaggio da eliminare, ma io lo affermo esclusivamente in
nome della sicurezza avendo svolto realmente e continuativamente
l'attività di istruttore ed esaminatore di volo, da militare
prima e poi da istruttore civile.
Il volo è un nobile
sentimento che deve unire tutti i piloti. Non sono amante del
brivido nè del rischio, agisco sempre con estrema ponderatezza e
sono animato solo dalla passione per il volo, pensando agli
altri ed alla mia famiglia.
Gradirei sentire il
parere della psicologa.
Un cordialissimo saluto
a tutti !
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Cristiano
10-02-2012
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La Dott.ssa
Fiammetta Favalli risponde:
Gent.mo Johann
Dal mio punto di vista, anche se sono indubitabili
gli effetti terapeutici dei farmaci, va raccomandato che il suo
impiego sia inserito in un più vasto ed flessibile progetto
terapeutico. L’assunzione dei farmaci può essere utile in casi di
fasi sintomatiche particolarmente intense, tenendo, però, presente
che il farmaco può agire solo per ridurre l’intensità dei sintomi
fisici (per es. senso di soffocamento, tachicardia, sudorazione,
formicolii ec….), ma non è efficace per la cura e/o la causa del
disturbo e/o disagio. Inoltre la sua efficacia è temporanea, infatti
il suo effetto perdura fino a quando il farmaco viene assunto. Se il
farmaco viene interrotto, i sintomi si ripresentano. L’uso
accorto e per brevi periodi del farmaco può rivelarsi utile se
associato ad un intervento di tipo psicologico (rivolgendosi ad uno
psicoterapeuta), infatti, riducendo l’intensità dei sintomi, si
viene a creare una situazione facilitante per l’inizio e/o la
prosecuzione di una psicoterapia individuale o di gruppo. La
persona, pertanto, usando il farmaco come “bastone” e/o supporto,
non è più continuamente concentrata e preoccupata di “sentirsi male”
e può prestare attenzione sulla cura e/o causa del disagio e su
altri aspetti di sé come anche migliorare la sua vita lavorativa e
relazionale.
Grazie per avermi dato la possibilità di esprimere il
mio punto di vista e spero sia per lei utile.
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Dott.ssa Fiammetta Favalli
12-01-2012
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Buon quel che sará quando legge ;-)
mi interessano molto le Sue
"convinzioni riguardo all’ utilizzo di farmaci o di altri metodi
più o meno invasivi".
Grazie per la Sua risposta
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Johann Martin Germano Doss
11-02-2012
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La Dott.ssa
Fiammetta Favalli risponde:
Gent.mo Johann
Non conosco il Dott. Mariano Loiacono
né mi è mai capitato di venire in contatto con il suo “ Metodo alla
salute” . Per rispetto ad una mia etica personale non parlo mai del
lavoro dei colleghi, siano questi Psichiatri che Psicoterapeuti ,
perché per correttezza professionale dovrei “ sperimentare “ di
persona prima di esprimere il mio punto di vista. Mi spiace non
soddisfare una sua richiesta specifica, posso comunque aggiungere
che ho delle mie convinzioni riguardo per.es. all’ utilizzo di
farmaci o di altri metodi più o meno invasivi e se le interessa il
mio parere in merito, sono a sua disposizione.
Cordiali saluti
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Dott.ssa Fiammetta Favalli
11-01-2012
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Sarei curioso di sapere da Lei se conosce e cosa ne
pensa del Dott. Mariano Loiacono ed il "Metodo alla salute" portato avanti
dalla associazione "Nuova specie"
Johann Martin Germano Doss
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Johann Martin Germano Doss
09-02-2012
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La Dott.ssa
Fiammetta Favalli risponde:
Gent. Mo Maurizio
La ringrazio dell’ apprezzamento sul mio lavoro di ricerca nell’
ambito del vostro davvero affascinante mondo del volo. Mi trovo
abbastanza spesso ad aiutare persone a superare la paura di volare e
il primo risultato è il rientrare in contatto con le proprie
emozioni.
Per quanto riguarda il seminario gratuito del quale mi chiede
delucidazioni , si terrà ad Aprilia in via dei Giardini n. 27 presso
lo studio hub-lab, il giorno sabato 28 gennaio 2012 alle 10.30 il
titolo è “ Essere genitori oggi: un compito importante e non
facile” Il seminario è un incontro che
pone l’attenzione sull’importanza della relazione e della
comunicazione genitore-figlio. Pone l’accento sul significato del
ruolo di genitore nell’attuale momento storico . Sembra, inoltre,
che, in una società esclusivamente basata sulla tecnologia, i metodi
adottati dai nostri genitori non siano più efficaci e ci si ritrova
senza punti di riferimento. Tutti danno la colpa ai genitori, ma
nessuno si cura di aiutarli. L’incontro vuole appunto essere
un’opportunità di riflessione e confronto.
Per partecipare occorre prenotarsi compilando
il modulo nella
pagina dedicata del sito
www.sosemozioni.it
oppure
telefonare al num.
Segnalato nella pagina .
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Dott.ssa Fiammetta Favalli
09-01-2012
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Avendo letto l'argomento "La
Motivazione" la ringrazio per aver "estrinsecato" e chiarito
quella che e' una domanda che ogni "volatore" prima o poi si
sara' fatto (e sono in molti a rivolgergli) ......."Perche lo
faccio?"
Se gentilmente puo' informarmi meglio
circa il seminario di Gennaio 2012 ad Aprilia (“Essere Genitori
Oggi: un compito importante e non facile.”) ....data e luogo.
La ringrazio anticipatamente
Maurizio
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Maurizio
09-01-2012
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La Dott.ssa
Fiammetta Favalli risponde:
Gent.mo Davide
Le sue riflessioni sembrano confermare quello che
effettivamente accade e cioè che le sostanze rilasciate dal cervello
( adrenalina, noradrenalina, dopamina, serotonina) in risposta al
pericolo, producono uno stato di euforia. Tali sostanze, rilasciate
dalle cellule nervose, in varia misura, danno una sensazione di
benessere ed eccitazione e valorizzano la capacità di percepire ciò
che accade intorno a noi.
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Dott.ssa Fiammetta Favalli
08-01-2012
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La lettura di questo articolo mi ha
portato a questa riflessione: quello che mi spinge a fare una cosa
così “estrema” è essenzialmente la sensazione che mi dà dopo. Sul
momento magari la paura c’è, ma la scarica di adrenalina che arriva
in seguito è qualcosa di fantastico!
Il giorno dopo mi sento un grillo. Sembra
strano, ma la sensazione è questa. Mi sento leggero!
Pensandoci meglio credo sia la
condizione mentale in cui mi trovo che mi dà questa sensazione di
leggerezza. Forse anche la gran dormita che mi faccio. Non solo ma
anche il pensiero dei meravigliosi paesaggi che ho visto mi fanno
stare molto rilassato.
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Davide Romani
07-01-2012
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La Dott.ssa
Fiammetta Favalli risponde:
Buonasera Pier!
mi sembra preoccupato ed impaurito di fronte al cambiamento
radicale del rapporto con le sue figlie. Cambiamento avvenuto
durante l’età dell’adolescenza . Le “fatine” si sono trasformate
in “cose irriconoscibili” ...o sono semplicemente cresciute? Da
bambine si sono trasformate in donne e forse non hanno più bisogno
di relazionarsi con il proprio papà allo stesso modo di prima.
Stanno cercando un nuovo canale di comunicazione e lo manifestano
“contestandola” anche quando non ce ne sarebbe bisogno.
Credo che quello che chiedono è semplicemente di essere ascoltate
e lo mostrano non ascoltando.
Non è facile ri-trovare un giusto canale per tutti voi ed i suoi
tentativi di “adattarsi” pare non funzionino.
Perché non provare ad ascoltare?
Mi piacerebbe invitarla a partecipare al seminario gratuito che
svolgerò il 10 dicembre a Pontinia (Provincia di latina) e a Gennaio
2012 ad Aprilia dal titolo “Essere Genitori Oggi: un compito
importante e non facile.”
L’incontro è un preliminare di 5 incontri proprio su come
aiutarsi a scoprire nuove modalità comunicative con i propri
figli.
Se avesse necessità di ulteriori informazioni non esiti a porre
ulteriori domande.
Grazie e a presto.
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Dott.ssa Fiammetta Favalli
06-12-2011
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Buonasera dr.ssa
Fiammetta,
non è un argomento volatorio (si, sono
pilota da 25 anni) ma mi cruccia e credo di non esser il solo,
quindi le propongo un quesito:
- cos'è che fa cambiare il rapporto delle
figlie (ne ho tre) col papà visto che dai 14-16 anni da fatine
diventano "cose irriconoscibili"??
.... a parità di papà (che non cambia o
almeno non in modo drastico ma cerca anzi di adattarsi ..) pian
piano si staccano, ti contestano (anche quando non serve) non si
scusano (o non accettan più "critiche bonarie") e diventano
incomunicabili...
Non parliamo di quel che dicono alla mamma
poi..
Come fare? due (26 e 22 anni) le ho già
"perse" e l'ultima (15) inizia il viaggio ora... AiUtO0
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Pier
05-12-2011
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