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Dott.Giuseppe Lenzi
Consulenza e Patrocinio
Legale
“Reati ad alta quota”
credo doveroso intervenire in merito all’incredibile
vicenda riportata, con gran rilievo, da tutta la stampa nazionale del
19 aprile, a proposito dei due tunisini forzosamente rimpatriati verso
la loro patria su di un aereo Alitalia. Le immagini di uno dei due
malcapitati incerottato, imbavagliato e ridotto all’impotenza
comunicativa, ma più ancora, ad una difficoltosissima funzione vitale,
quale la respirazione, lasciano inorriditi per due ragioni: la prima
ascende all’umiliazione che i due extracomunitari hanno dovuto patire di
fronte a tutti i presenti nel velivolo (equipaggio e passeggeri); la
seconda emerge dalla spiccata crudeltà ed insensibilità del personale di
polizia adibito al loro accompagnamento fino alle patrie frontiere
africane.
Dire che quanto è accaduto è contro la nostra
Costituzione è dire cosa lapalissiana. Ciò che appare necessario
sottolineare sono gli aspetti penalistici che l’assurda vicenda
origina. Di fatto è accaduto che a bordo di un velivolo italiano, perché
recante “marche di nazionalità” italiane, e pertanto assoggettato alla
legislazione italiana, è stata commessa un’evidente violazione della
nostra legge penale che, all’art. 608 “abuso di autorità” espressamente
prevede la reclusione fino a trenta mesi “del pubblico ufficiale che
sottopone a misure di rigore non consentite dalla legge una persona di
cui egli abbia la custodia anche temporanea o che a lui è stata affidata
in esecuzione di un ordine dell’Autorità competente”. Credo che non
occorra un attimo di riflessione in più per comprendere che l’ipotesi
delittuosa innanzi espressa si addice, perfettamente, a quanto accaduto
a bordo del velivolo italiano. Ed in relazione ai fatti, così come
riportati dalla stampa e verosimilmente svoltisi, l’evidente reato
commesso trascina, con sé, più di un’aggravante. Così come previsto
dall’art. 61 del C.P., infatti, l’abuso perpetrato in danno dei due
“passeggeri” tunisini, configura, a carico degli autori del fatto
criminogeno, le seguenti aggravanti: 1. l’illegittima azione coercitiva
è stata determinata da motivi “futili”, quali quelli di indurre al
silenzio soggetti –di fatto inermi perché con le mani legate-
impossibilitati a recare danno ad alcuno. 2. l’aver agito con crudeltà
verso i due passeggeri loro affidati in custodia. 3.l’aver profittato
delle circostanze ambientali che ostacolavano, di fatto, una qualsiasi
difesa dei malcapitati. 4. l’aver commesso il fatto (incerottamento
della bocca) con abuso dei poteri e violazione dei doveri inerenti a una
pubblica funzione. 5. l’aver commesso il fatto con abuso di relazioni
d’ufficio (dal momento che i due tunisini erano affidati esclusivamente
alla loro tutela e sorveglianza). Tali circostanze “aggravanti”, in caso
di accertamento delle effettive responsabilità, del personale della
polizia, possono comportare significativi aumenti delle pene previste
per il reato principale di “abuso di autorità”. Ma non è solo sul
personale della polizia che deve soffermarsi l’attenzione
sull’incredibile episodio di che trattasi. Un altro soggetto, che fino
ad ora sembra sfuggito all’intera vicenda è fra i protagonisti,
sciagurati, del reato svoltosi a bordo di un aereo italiano. Mi
riferisco al Comandante dell’aeromobile Alitalia del volo Roma Tunisi
delle 09.30. Il Capo III del Codice della Navigazione, nel disciplinare
gli aspetti della “polizia di bordo e della navigazione”, espressamente
prescrive, all’art. 809 che “Tutte
le persone che si trovano a bordo sono soggette all'autorità del
comandante”. Ciò significa una sola cosa: che se il Com.te
dell’aeromobile –com’è verosimile- fu messo al corrente (da uno
qualsiasi dei viaggiatori presenti a bordo o da un membro
dell’equipaggio) che ad un “suo” passeggero stavano applicandosi misure
di rigore non consentite dalla legge dello stato di appartenenza del
velivolo, aveva il dovere legale –oltre che morale- di intervenire
immediatamente ed ordinare , agli autori del crimine, con la pienezza
dell’autorità conferitagli dalla legge, di cessare quelle pratiche
illegittime ed inumane. Ne aveva tutta l’autorità. E se gli fosse stato
eccepito, dagli agenti di polizia a bordo, che i due tunisini, liberati
nelle mani (dalle manette in plastica) e dai cerotti sulla bocca
avrebbero potuto costituire motivo di speciale “disturbo” per i
passeggeri e per l’equipaggio, il Comandante, alla luce delle vigenti
norme poste a tutele della sicurezza della navigazione, dei passeggeri e
dell’aeromobile, aveva da fare una cosa ed una soltanto: invertire la
rotta e rientrare all’aeroporto di partenza; o in alternativa dirigersi
all’atterraggio nello scalo più vicino, far salire a bordo la Polaria,
spiegare i fatti e consegnar loro i tunisini e gli agenti. Quindi, nel
rigoroso rispetto dell’art. 772 del Codice della navigazione redigere
sul “giornale di bordo” i fatti accaduti in quanto (come recita la
legge) di “speciale rilevanza” e darne contestuale comunicazione alla
compagnia di bandiera ed all’A.G.
Il perché il Com.te Alitalia
abbia disatteso un suo preciso dovere e non si sia regolato così come la
legge gli consentiva di fare, in assoluta autonomia di giudizio, non è
dato sapere. V’è da sperare, stante l’inaudita gravità dell’episodio,
che la competente Autorità Giudiziaria Italiana, al rientro in Italia
del mio più giovane collega pilota dell’Alitalia, vorrà interrogarlo per
attingere informazioni in merito sia alla sua inspiegabile condotta –
che appare ampiamente omissiva- sia a quanto avvenuto sul suo
aeroplano. Penso con orrore cosa sarebbe accaduto se il rimpatrio dei
due soggetti fosse avvenuto verso località più distanti dei 602 km che
separano Roma da Tunisi. Li avrebbero ammutoliti e seviziati fino a
destinazione? L’argomento del trasporto/rimpatrio di immigrati
irregolari –per quanto comprensibilmente riottosi- è delicato e
demandarne la pratica “gestione” alla fantasiosa iniziativa di
sprovveduti agenti di PS appare demenziale. Non foss’altro perché se
–come appare ineludibile- qualcuno dovesse promuovere un’inchiesta a
carico dei due agenti per i reati che l’Autorità Giudiziaria dovesse
ipotizzare a loro carico, essi si troverebbero ad affrontare un
complicato ed oneroso procedimento giudiziario penale; di cui a motivo
dell’evidente improvvisazione professionale evidenziata non
comprenderebbero nemmeno il motivo.

Già Docente di Diritto della Navigazione
Presso l’Accademia Aeronautica
Napoli 19.4.2012
Albo Sp. Consiglio
dell’Ordine degli Avvocati di Napoli n°AA00018 p.iva 05680481214
Via S.Lucia 97 80132 Napoli
*** tel/fax 081-764 39 29 *** 347-1523663
e-mail giuseppe.lenzi@tin.it
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Gen.le
Giuseppe Lenzi
30-04-2012
scrivete a:
redazione@volarecon.it
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Salve.
Negli anni scorsi ho
personalmente “lottato strenuamente” perché il
Campo Volo Delta – a Stellanello SV – venisse riattivato dopo che
fu barbaramente dismesso.
Non mi consta d’esservi mai
riuscito, però. E anche pochi mesi fa era comunque impraticabile: l’Amministrazione Pubblica è variata ma chi
prima era sindaco, oggi è vicesindaco, a comprova che – di fatto – sono
cambiate di posto le facce ma non gli intendimenti: concedere a imprese
edili di sfruttare il campo di volo per tutt’altro, nonostante che a PRG
fosse da secoli Campo di Volo e, dal 2005 eletto ironicamente dalla
stessa giunta, post mie denunce alle Autorità politiche Provinciali e
Regionali, affibiandogli il
nome di MALPENSA
2, a
maggior ragione giacché i soci del precedente “Campo di Volo Delta”
s’erano rassegnati, abbandonandolo e consentendo che venissero abbattuti
gli hangar oltre che alzata d’un piano una villetta molto vicina ad una testata pista.
Per un po’ Guido Medici (Avioportolano)
e
il Sindaco allora vigente a
Stellanello fecero me quale referente (2-3 avioportolani fa) per
informare quanti, piloti,
avrebbero voluto raggiungere la Riviera Ligure di
Ponente: NON POTEI FAR ALTRO CHE RACCOMANDARE LORO DI NON FAR CONTO SU
QUELLA PISTA, NEMMENO PER LE EMERGENZE, GIACCHE’ ERA STATA NON SOLO
DISMESSA MA RESA ASSOLUTAMENTE INATTERRABILE, CON OSTRUZIONI ED OSTACOLI
SU TUTTA LA SUPERFICIE...
Due anni fa riuscii a far
rimuovere tutte le ostruzioni e gli ostacoli (carri ponte mastodontici
inclusi: vi avevano installato la produzione di prefabbricati per le
traversine ed altro per le ferrovie) ma non sono mai riuscito a vedere
ripristinato il campo e soprattutto una pista atterrabile
anche da un semplice elicottero o un autogiro.
Fatto sta che quel campo è
stato eliminato sull’avioportolano ultimo e pure su quello precedente.
Sarei ben felice di venire a
sapere che il vecchio Campo Volo Delta, o qualsiasi altro
nomignolo abbia, a Stellanello SV, fosse nuovamente usufruibile ma temo che ciò non possa corrispondere al vero,
infondendo perciò false informazioni e illusioni: c’è già stato chi, non potendo atterrare
né lì né all’Aeroporto di Villanova
d’Albenga (lì accanto) è finito con l’ammarare!
Per quanto detto, sono
pertanto a invitarvi assicurarvi della usufruibilità
effettiva di quel campo di volo e, venisse confermata, a ritornarmi ogni
informativa utile anche a me
(io volevo impiantarvi un centro di volo in autogiro oltre che in
eli-vds); mentre nel caso non venisse confermata, eliminando dal web ed
ogni altra documentazione visionabile
come attuale, appunto tale informativa di disponibilità
falsa, tendenziosa, gravemente pericolosa: di gente che decolla senza
pianificare gli alternativi e considerare pure i punti di non ritorno,
purtroppo ce ne è ancora troppa. E chi si illude di poter atterrare, alla peggio, a Villanova
d’Albenga anche senza essere un vds-avanzato, si scoprirebbe oltre che
“pilota della domenica” anche un “pilota a cui ritirare attestato” oltre che soggetto a
sequestri vari.
Va bene fornire servizi.
Bene. Ma, fra questi, deve esserci anche quello di non creare motivi per
poter continuare a parlare male del mondo vds, incapace di fare
pianificazioni a prova di ENAV, ENAC, e Ispettori vari.
Cordiali saluti.
Michele Lenzi
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scrivete a:
redazione@volarecon.it
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Vi informo che da maggio-giugno
l'aeroporto Nicelli del Lido di Venezia, grazie
all'opera del dott. Milan accetta ULM avanzati (10 euro
in tutto la tassa di atterraggio/decollo). L'aeroporto
è una splendida meta per il volo da diporto ed offre
varie possibilità: ristorante bar in aerostazione
(pranzo circa 22-25 euro) alcuni altri ristoranti al
lido e sul lungomare attorno all'aeroporto poco
lontani, campeggio in zona, alberghi, pontili del
vaporetto per Venezia centro e le isole a 300 mt. , bus
davanti al piazzale, biciclette a noleggio fuori dello
scalo, TAXI, ecc.
Il sorvolo del litorale e del lido, con
una vista magnifica sulla laguna e su Venezia (il
sorvolo del centro storico è tassativamente vietato a
tutti i velivoli ) offre un paeseggio impareggiabile,
prima vietato a qualsiasi velivolo che si fregiasse del
"marchio" ULM (tutti i figli di un dio minore che non
erano considerati alla stregua di un pilota PPL su un
velivolo AG).
Unica nota negativa: ENAV ha imposto ai
gestori dello scalo la compilazione di una corposa
documentazione per ogni velivolo che vi mette le ruote
con notizie su pilota, velivolo, anno di costruzione,
domicilio del proprietario, email, assicurazione,
scadenza visita, attestato, licenza di stazione radio,
ecc. ecc. ecc. , (manca solo la matricola del motore e
poi c'è tutto) che non ho mai trovato non solo su altri
scali italiani ma nemmeno all'estero-
La documentazione risulterà come
autocertificazione ma è talmente completa e dettagliata
che , oltre ad essere uno spreco di tempo (dai 20 minuti
in su) mi pare quasi una violazione della privacy dei
singoli individui ed un abuso alle norme sulla libera
circolazione. Perchè questo solo in aviazione e non
anche nella nautica? Se ciò accadesse nei vari
porticcioli italiani ci sarebbe un fuggi fuggi generale
ed una sollevazione popolare contro i burocrati.
Come sempre succede nel nostro bel paese,
LA BUROCRAZIA creata ad arte da alcuni (ENAV in questo
caso, con l'appoggio dei gestori di alcuni scali ) crea
danni non indifferenti a persone e aziende. In questo
caso il presidente della società che gestisce lo scalo
Dott. Milan avrà un bel da fare a fine anno per cercare
di far quadrare il bilancio della gestione , anche a
causa del possibile mancato traffico di velivoli che
per tale impedimento burocratico preferirà star lontano
dall'aeroporto. Nessuno si è mai chiesto perchè a Porto
Rose (Sloveria) ed Orsera (Croazia) o Lussino (HR) o
negli scali francesi e spagnoli i fine settimana vedono
piazzali pieni di 40-50 e più velivoli provenienti da
Germania, Austria, paesi dell'europa continentale mentre
a Venezia ( SECONDA META TURISTICA ITALIANA DOPO ROMA) ,
tolti gli ULM nuovi a questa avventura Veneziana se ne
contano si e no 5-10 al massimo nelle giornate di
agosto?
Se solo i dirigenti ENAV fossero un po'
più lungimiranti e viaggiassero un po' fra i vari scali
anche non molto lontani e fuori confine come Porto
Rose, Hvar, Pula, Lussino, Maribor, ecc. si
renderebbero conto della cosa e delle norme e pratiche
da sfoltire. Quando lo faranno sarà sempre tardi per
riparare ai danni che per anni hanno creato.
Tutto questo porterebbe ad un incremento
del traffico con beneficio non solo per l'aeroporto ma
anche per l'indotto e per la stessa ENAV che ha speso
oltre un milione e mezzo di euro per costruire una TORRE
ed una palazzina uffici sottostante che al momento è una
vera CATTEDRALE NEL DESERTO_-La vecchia torre
dell'aerostazione e gli uffici ora vuoti sarebbero
bastati .
Tutto questo spreco è ovviamente a carico
del contribuente italiano che continua a pagare per
queste opere e per questi megadirigenti che sarebbero da
rottamare il prima possibile. Brunetta è avvisato;
speriamo provveda in fretta.
Non ho paura di firmarmi in quanto la
verità non si può nascondere dietro all'anonimato
Roberto Guerra
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Roberto Guerra
01-07-2011
scrivete a:
redazione@volarecon.it |
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