CAPOSILE. Non c’è solo il “duello” aereo di cui dovrà rispondere l’8 novembre in
Tribunale a san Donà. Nella storia aviatoria di Erik Kustatscker, un confronto
simile c’è stato nel marzo dello scorso anno. Un duello ripreso parzialmente
anche in un video realizzato da uno dei passeggeri dell’aereo intercettato dal
pilota istruttore che fa di base al campo di Caposile. Ma anche altri
appassionati di ultraleggeri giurano di essere stato intercettati sui cieli del
Veneto Orientale dallo “sceriffo” di Caposile.
La stroia di quel 6 marzo è particolare. Infatti un ultraleggero, partito da
Caposile, era diretto a Piazzola Sul Brenta, dove c’è uno storico campo di volo.
Il percorso scelto prevedeva l’attraversamento di un’area dove si può transitare
solo se autorizzati.
Questo perché zona limitata per garantire l’attività, nella massima sicurezza, dell’aeroporto di Treviso e di quello militare di Istrana. Sta di fatto che il pilota ha deciso di dirigersi a Piazzola anche senza permesso. A quanto pare il mancato rispetto di questa disposizione è assai frequente. Succede che il piccolo velivolo, dopo essersi messo sulla frequenza radio della torre di controllo di Treviso, punta il muso verso Piazzola. Succede che premendo il pulsante della radio per ascoltare le comunicazioni, il collegamento rimane aperto. A quel punto i dialoghi dei passeggeri del velivolo, pilota ed istruttore, vengono ascoltati dal controllore ma anche da altri piccoli velivoli che si trovano nella zona proibita.
Tra questi c’è pure lo “sceriffo” di Caposile. Pure lui in zona vietata. Ad un
certo punto il piccolo velivolo si vede affiancare da un secondo ultraleggero.
Guarda caso è quello di Kustatscker. Dopo aver affiancato il primo aereo
gesticola per invitare l’altro a scendere e a mettersi in contatto radio con
lui. Ciò che non è avvenuto. Alla fine il primo ultraleggero ha proseguito il
suo volo fino a Piazzola, dove è atterrato regolarmente. Successivamente il
controllore di Treviso ha segnalato l’accaduto e l’Aeroclub d’Italia ha iniziato
un procedimento nei confronti del pilota dell’ultraleggero, segnalando i dati
raccolti all’Ispettorato per la sicurezza del Volo dell’Aeronautica. Alla fine
l’ispettorato ha concluso la sua istruttoria individuando le varie
responsabilità. Tutto questo quindi si trova nella documentazione ufficiale
dell’Aeroclub d’Italia e dell’Ispettorato per la sicurezza del volo.
Delle imprese aviatorie dello “sceriffo” ne stanno dibattendo in molti
appassionati di ultraleggeri in diversi forum specializzati del settore. E qui
diversi piloti, sostengono di aver avuto a che fare con l’intercettore di
Caposile.
L’istruttore è ora chiamato a rispondere di violenza privata. A denunciarlo è
stato un pilota di Montebelluna che tre anni fa venne intercettato dallo
sceriffo mentre sorvolava il litorale.
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